Fortunatamente non ho tante persone che mi chiedono come sto.
Lo chiedo a me stesso, mi sembra di stare bene. Quindi agli altri dico che sto bene, cosa dovrei fare?
Forse la somma di sette anni di preoccupazioni continue mi hanno costruito un’armatura: forse è un certo grado di insensibilità che ti serve, come la mamma quando prende teglie roventi a mani nude.
Però vederti faticare ad allacciare una scarpa e a fare le scale erano pugnalate che mi trapassavano da parte a parte.
Ogni tanto ho delle micro-crisi, pochi minuti, in cui mi sembra che tutto mi crolli addosso. Flash di ricordi passati, con un tema comune: ti sei sempre fatto un culo così, c’eri sempre e non hai mai fatto o detto nulla per far preoccupare nessuno.
Mi sa che sto facendo lo stesso. E so che quando la psicologa ti ha chiesto di me, durante i tuoi ultimi giorni, eri tranquillo perché sapevi che ci sarei stato.