ART SHAY
Martin Luther King Jr. speaking at Soldier Field in Chicago during a large “freedom rally” which focused on housing discrimination. (Martin Luther King Jr. leaving Soldier Field)
Photograph Color: Color Type: Archival Digital Print
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Dusk to Dawn
Online photography community Photocrowd.com has published a selection of pictures from its ‘Dusk to Dawn’ contest in collaboration with Digital Camera magazine. The brief was short and sweet: There’s only one rule here: entries must have been shot between sunset and sunrise.
Here are some of our favorites, identified form the top:
- ‘Tokyo Tower’ by Scott Sim
- ‘Night at Kirkjufell’ by Andrea Heribanova
- 'Al Noor mosque’ by Alan Millin
- 'This Small Place Called Home’ by Kris Williams
- 'A Song of Ice and Fire’ by Nick Tsiatinis
- ‘Rising’
by Fern Blacker
- 'The Intersection’ by PhillippMinnis
- ‘The Clash Of The Titans’ by Mark Gubala
- 'Dusk in the lake’ by Sandi Bertoncelj
- 'Thurne - 10/02/2016’ by Tom Rayfield
N Y C - S T R E E T S
In the words of the artist Carla De La Matta:
Creative expression has always been central to my life and I channels my artistic passion via Photography. Upon moving to NYC in 2014, my muse was ignited and the city of New York has become a central subject in my work.
My photography combines surrealism, abstraction and motion, presenting reality from different and unique perspectives. My inspiration varies time to time, but it is usually triggered by feelings and moods.
A Seedbed of New Images to Protest Trump
The Interference Archive, in Brooklyn, hopes that its posters, stickers, and other forms of agitprop will become part of the visual landscape.
L’ennesimo terrorista morto che non risponderà.
L’attentatore di Strasburgo aveva evitato l’arresto la mattina della strage. Si è nascosto nel frattempo? Per quanto la fuga verso la Germania fosse scontata a mezzanotte era in uno dei mercatini di Natale del centro e di lì a poco avrebbe iniziato a sparare, mirando uno a uno, anche da vicino, turisti e locali fra le bancarelle. Sembra ad esempio che l’italiano in fin di vita sia stato colpito al collo, da vicino: l’attentatore ha mirato alla testa del giornalista, sembra, appoggiato a un muro. Fermo, senza esitare ha sparato a due giovani uomini a spasso con due giovani donne. Le due testimoni sopravvissute hanno raccontato che sembrava un’esecuzione: sono giornaliste come i due colleghi feriti, perché anche l’altro è stato colpito ed è ricoverato ma sembra non sia grave, sono state prelevate e accompagnate in un hotel dalla scorta di Tajani, presidente del consiglio Ue in carica. Una di loro, intervistata al telefono ha detto chiaramente che non poteva aggiungere altro su richiesta degli inquirenti.
Che hanno attivamente partecipato sin dall’inizio, scopriamo oggi, ferendo al braccio con un fucile d’assalto il terrorista mentre sparava alla folla. Se lo stavano cercando dalla mattina come hanno fatto a perderselo proprio mentre andava armato in centro?
La zona della strage è rimasta interdetta a tutti, compresi gli abitanti, fino a tutto il giorno dopo la strage: dopo aver soccorso i feriti e fatto sfilare in code ordinate tutti quelli che erano rimasti asserragliati in portoni, abitazioni altrui e soprattutto ristoranti e locali le forze dell’ordine sembra abbiano fatto rientrare uno a uno gli abitanti pregandoli di non diffondere video o foto di ciò che eventualmente avrebbero visto dalle finestre. Infatti abbiamo molti pochi video delle indagini in centro ripresi dalle finestre, da dove la sera prima in tanti avevano filmato gli spari, i morti, le fughe scomposte. Intorno ai luoghi dove sono morte tre persone e altre 13 sono state ferite, alcune molto gravemente, sono rimasti solo i poliziotti per tutto il giorno. Nessuno ha potuto rientrare lì se non necessario e a tutti è stato chiesto di non divulgare informazioni, audio, video e foto delle indagini.
Fino a ieri quando è stato catturato proprio nel suo quartiere natale, dove lo stavano cercando anche prima della strage, l’attentatore era dato come ferito e in fuga. Era scappato dal centro di Strasburgo dopo la sparatoria a bordo di un taxi: il taxista è la fonte da cui abbiamo saputo che l’attentatore si è vantato della strage, l’ha accompagnato nel suo quartiere, Neudorf, e probabilmente ha riconosciuto fra i primi la foto segnaletica. Fino a ieri sapevamo che qualcuno lo aveva aiutato anche dopo, prelevandolo dalla strada dove i cani hanno smesso di fiutare le tracce, nascondendolo, forse aiutandolo con la o le ferite.
Per evitare che fossero diffuse foto e video durante il rastrellamento nel quartiere ieri twitter si è autocensurato.
Fino a ieri sera questo giovane uomo nato e cresciuto a Strasburgo con almeno 27 segnalazioni fra arresti e denunce per reati da ladro borderline non era stato nemmeno definito “terrorista” ma assaltatore, sparatore, attentatore o delinquente cattivone, e secondo gli inquirenti aveva una rete di appoggi tale da poter tornare nel suo quartiere per nascondersi e attrezzarsi alla fuga, che si pensava ovvia verso la Germania.
Oggi ci dicono che non faceva parte di alcuna rete, che era un lupo solitario, uno che ha sbroccato e si è fatto ammazzare in un magazzino non lontano da casa dei suoi. L’Isis ha rivendicato l’appartenza del 29enne francese nato a Strasburgo alle sue milizie: “Era un nostro soldato”.
L’ennesimo terrorista morto che non risponderà.
Il mercoledì ballo di fianco a un tipo che mi piace. Prima facciamo anche le chiacchiere, ma non sono brava, a rendermi disponibile, e lui non è troppo propositivo, quindi temo che non succederà mai niente. Però è ovvio che siamo interessati, ci giriamo sempre intorno e stiamo vicini vicini come quando si piacciono i bimbi di tre anni.
Poi torno a casa e mi scrive il mio ultimo amante, quello che mi legava e io gli dico che non ho voglia, che non mi va. Cosa vera: fatico ancora a masturbarmi. Non ho capito se mi ha consumato/nauseato o se è una reazione di rifiuto perché sono andata a toccare un punto importante con lui. Penso la seconda, ma lo stesso non ho voglia di starci, di tornarci, di pensarci. A volte lui mi sembra la persona più intelligente del mondo, e sensibile, a volte mi fa pensare ancora una volta che nessuno mi capirà mai. Che a me mi viene subito da fare i ragionamenti complessi, per capire, e la maggior parte delle persone lì non ci vuole andare, stare. E va bene, mica dico di essere giusta io. Però nemmeno sbagliata. Che ci posso fare se per me capire è parte integrante del viaggio e anche del godimento?
Penso che in molti direbbero che non c'è niente da capire. Lui stesso alla fine lo dice. E tutto sommato sono d'accordo. Quando va tutto bene non c'è niente da capire. E però funziona così anche nel BDSM? E questa è la domanda numero uno. Ma la domanda numero due è: funziona così nella mia testa?
